venerdì 11 dicembre 2009

1) Marketing, parte prima: Il nobel al marketing va a... Barack Obama!

Il nobel per il marketing va a Obama, quello per la pace non esiste più. E io sono sempre più indignato. La vittoria di Obama alle elezioni presidenziali era una buffonata: è stato puro marketing, propaganda costruita con i soldi (Obama aveva speso il triplo del suo concorrente repubblicano). Il popolino non vota i contenuti ma gli slogan e le piazze piene, Obama, che lo sapeva bene, ha nascosto i suoi contenuti per affrontare una campagna elettorale basata solo su eventi e spettacoli. La fortuna è stata quella di poter contare, in un momento cruciale com quello che stiamo vivendo, su un uomo di saldi principi e con idee importanti che allo stesso tempo è un buon venditore di sè stesso. Obama non ha vinto le elezioni per i suoi contenuti (sebbene li abbia), ma per due motivi semplicissimi: aveva più danaro da spendere in pubblicità e si trovava a battagliare contro dei pagliacci come McCain e Palin. Il popolino ebete e ignorante avrebbe continuato a votare wbush per secoli se non fosse arrivato quel Cristo-imprenditore che è Obama. Siamo stati fortunati, bisogna ammetterlo: la faccia di Obama è più popolare del simbolo della coca-cola, se fosse stato un dittatore sanguinario a quest'ora saremmo già tutti morti.
Eppure Obama non sta rispettando, ovviamente, le promesse di marketing che aveva offerto in campagna elettorale. E aggiungo: per fortuna! La sua marcia indietro nei confronti del ritiro completo delle truppe in Afganistan è un gesto importante, sarebbe stato un suicidio fare ciò che aveva pronosticato prima del suo insediamento. Fin qui non pongo delle problematiche. Ma ricordiamo che OBAMA NON HA FIRMATO IL TRATTATO DI CESSAZIONE DELLE MINE ANTI-UOMO. Com'è possibile dare il premio nobel ad un uomo che non si prende il coraggio di abolire la principale arma infanticida mondiale? Perché, perché, perchè, maledizione rovinare una celebrazione secolare come il nobel? A che cosa serve il nobel per la pace a Barack Obama? Ci sono interi continenti che si stanno logorando in massacri sanguinosi, eroi che trascorrono decine di anni in carcere per difendere la libertà del paese. Invece di porre i riflettori su questioni oscure e nebbiose, su eventi infami che l'informazione non segue a dovere e che avvengono tutti i santi giorni nel mondo, un'organizzazione liberale come il premio nobel decide di mascherare tutto questo per accecarci di nuovo con i risaputi problemi che incorrono tra occidente e medioriente. Che senso ha tutto ciò? Chi me lo spiega? Che cosa significa tutto questo? non capisco proprio, che sta succedendo maledizione? di chi e che cosa possiamo fidarci? Ripeto non capisco, non capisco, non capisco... non so se ridere o piangere. Nelle strade, nelle case la maggioranza la pensa come me, ma allora gli alti borghi sono dei pianeti alieni, hanno delle trame segrete? Vorrei parlare con ognuno di coloro che gestisce l'organizzazione premio nobel e potergli dire: "perchè, maledizione, perché? Datemi una spiegazione semplice per queste vergogne".

E' evidente che il marketing è l'arma fondamentale del XXI secolo. Ciò rende impossibile poter usufruire di una informazione imparziale perchè tutto è propaganda di qualcuno a favore di qualcun'altro che ha pagato. Perciò è impossibile fidarsi. Il consiglio unico è quello di avere una visione multidimensionale di ogni singolo evento, non è più possibile affidarsi ad un solo canale mass-mediatico.

Nel prossimo post stilerò una serie di consigli per una corretta informazione, sempre dal mio umile punto di vista ovviamente...

A dopo.

"Da' lvin bon a vojaltri è com mett na cravatta an porc"

martedì 8 dicembre 2009

Donne e musica

Il concertino dei redivivi Germs è stato lo spunto per una mia personale riflessione sull'estetica degli archetipi di donna musicale. Ogni genere musicale ha il suo sound, i suoi ideali (o non-ideali), i suoi feticci, le sue tematiche, le sue icone e anche le sue donne. Mi appresterò quindi a stilare una personale classifica sull'estetica della donna musicale. L'ordine di estetica è rigorosamente crescente:


6) Donna metal (Referenti: In flames, Opeth, Pantera, Dark Tranquillity, Carcass): La donna M, di solito, è orrenda: in evidente sovrappeso, criniera cinghialesca in vernice nera o fucsia (o in lattice per le più povere), ornata di pesanti e diffusi oggetti in simil-acciaio lungo il corpo. Rigettata dalla società per la sua impresentabilità, viene accolta tra le braccia dei metallari di cui diventa la mascotte intoccabile (i metallari si cibano di altri tipi di femmina, qualora, molto raramente, la caccia abbia successo). La donna M ha diritti paritari all'uomo nel suo branco; ciò rende i gruppi metallari tra le frontiere della parità dei diritti tra uomo e donna e tra le strutture sociali più democratiche del mondo. Raramente è possibile incontrare anche donne M carine: in quel caso l'ipotesi più plausibile è che la preda sia stata abbordata da un ominide finto-metal che l'ha condotta nel sentiero metallico con argomentazioni riguardanti la trasgressione e la lotta al consumismo imperante salvo poi uscirne dopo averla usata. A quel punto la preda, solida nelle sue convinzioni, continua comunque a frequentare l'ambito metal, magari copulando con uno dei capi-tribù.
5) Donna flower-power (Referenti: Joan Baez, Jefferson Airplane, John Lennon, Janis Joplin): non amo la purezza selvaggia della donna F-P. Nonostante durante il periodo d'oro abbiano avuto impennate di stimolo sessuale quante non se ne erano mai potute vedere prima (per la felicità dei sessantottini), la donna con i fiori è troppo grezza e poco concreta per i miei gusti. A causa dei capelli stinti, degli abiti equosolidali e delle conversazioni surreali la donna F-P è praticamente estinta o comunque relegata a fenomeno da baraccone e talora costretta a mantenere segreta la propria passione. Attenzione però alle perle che si nascondono nei gruppi di donne F-P: cercando con costanza nel mazzo è possibile trovare dei veri e propri gioielli femminili insuperabili che tra soli ed arcobaleni esaltano la propria luminosità esteriore.





4) Donna punk (Referenti: Sex Pistols, Rancid, Nofx, Bad Religion):
La donna PK sarebbe anche molto carina se non avesse stipulato un patto con il diavolo. La donna PK ha venduto la sua femminilità al diavolo per avere in cambio anarchia e libertà. Eppure nonostante le creste fluorescenti, le giacche di pelle borchiate, le sbornie si intravede in lei una bellezza intima e preziosa, in più quell'odio profondo verso il mondo in qualche modo è eccitante. La donna PK si immerge nel movimento più per rabbia che per impresentabilità, per un odio che cova dentro sè stessa e stabilisce rapporti umani molto intensi verso i suoi simili. Il gruppo punk più che un branco è un gruppo di amici uniti, anch'esso è tra le strutture più democratiche al mondo ed ha un senso della collettività che il movimento metal non possiede.



3) Donna pop (Referenti: Take That, Britney Spears, Backstreet Boys, Robbie Williams) : La donna PP è sessualmente molto attraente ma il problema sovviene quando parla ed esprime pareri. E' notevole quando sculetta vestita da confetto, agitando cellulari di hello kitty e indossando sonagli tintinnanti e luccicanti, peccato che a lungo andare le idiozie che pronuncia riescano ad irretire anche l'erezione dell'uomo più focoso in circolazione. Nonostante questi piccoli incovenienti, la donna PP, presa a piccole dosi e soprattutto non di petto (ovviamente in senso metaforico e non letterale) può essere anche sostenuta dignitosamente. Bisogna far notare inoltre, che la donna PP è specializzata nell'inebetimento dell'uomo di elevata intelligenza, una sorta di tagliola per NERD, ed è capace di instupidire fior fior di uomini: in poche parole è un arma di distruzione di massa dell'intelligenza umana e bisogna maneggiarla con la massima precauzione.


Veniamo dunque ai primi due posti che per qualità e competenza si discostano da tutti gli altri e si meritano la palma di migliori donne musicali:


2) Donna indie-rock tendente al vintage (Referenti: Nirvana, Sonic Youth, Pixies, Velvet Underground, Arcade Fire, Sigur Ros, Pearl Jam, Radiohead): La donna I-RTV è creatura sublime e leggendaria che di solito pascola concerti interessanti, mostre d'arte, festini-concept con musica figa e s'interessa di arte, spettacolo, musica, politica, società etc etc etc... Ha un vago gusto retrò nutrito di influenze nouvellevaugiane aggiornate ai tempi nostri e quasi sempre è un gran bel pezzo di gnocca. Bilancia la sua misurata bellezza e avvenenza con una intelligenza raffinata tanto che è molto arduo stabilire se è più bella o brava. Il modello più in voga ha caschetto biondo, visino alla francese, altezza media, trucco leggero, borsa vintage ma non è detto che non sia possibile trovarne di altri tipi. Una donna può arrivare ad essere I-RTV in due modi principali: nel primo caso essa giunge da un passato da teen-pop che ha misconosciuto. La sua bellezza così evidente però la rende inquieta e avere tutti gli uomini possibili non le basta, vuole qualcosa di più. Comincia a navigare nuovi lidi e ad interessarsi al fascino del malefico, intrattenendosi con i poeti e musici maledetti della sua provincia e si avvicina cosi al mondo dell'indie. Tale donna può definirsi "donna indie-rock tendente al vintage affascinata dal malefico". Nel secondo caso invece, l'ambiente familiare intellettuale unito ad esperienze culturalmente rilevanti effettuate fin da giovane età derivano in maniera naturale nello sbocco della cultura indie-vintage, amplificata nel periodo universitario. Tale donna può definirsi "donna indie-rock tendente al vintage di provenienza intellettual-sinistroide".




1) Donna dark-punk tendente all'hardcore (Referenti: Germs, Black Flag, Joy Division, Cure, Bauhaus, Dead Kennedys, Swans, Siouxsie and the Banshees): La medaglia d'oro per la miglior donna musicale è meritatamente conquistata dalla donna D-PTH, bestia molto presente al concerto dei Germs con grande piacere del sottoscritto. Pur non esibendo l'arte intellettuale della donna I-DTV, questo tipo di donna ha caratteristiche di fascino e sessualità incommensurabili. In prima istanza, la donna D-PTH è sempre molto carina. Vi sono due modelli fondamentali: la mora non ha problemi nel mostrare le sue doti dark per ovvi motivi. Quindi il trucco non risulterà troppo appesantito mentre dovrà far sfoggio della sua capigliatura riccia/folta o liscia/composta di colore nero notte fonda. Immancabile dovrà essere un vestitino nero che potrà essere succinto a discrezione della persona. La bionda potrà agire in due diverse maniere: evidenziando il suo colore fino a renderlo platinato, con effetto "out of bed" controllato o sbarazzino oppure eclissando il proprio colore con un trucco pesante cerchiato nero agli occhi. A parte comunque le questioni di look, la donna D-PTH suscita un attrazione incontenibile. Credo che il motivo si possa trovare nella sua immagine trascendentale di musa dell' eros/thanatos, cosicchè l'aspetto funereo e divinizzante crei una percezione di sesso sfrenato e incontenibile. Staccando invece il cervello e ragionando con il pene, la questione diventa invece meno filosofica e più intuitiva.


Naturalmente la lista delle donne musicali è ben più lunga (mi sovviene ora ad esempio la donna EMO (referenti: good charlotte, my chemical romance, 30 Seconds to Mars)) e sarò grato a chi vorrà segnalare errori e improntare una modifica o un'aggiunta.
"Da' lvin bon a vojaltri è com mett na cravatta an porc"

lunedì 7 dicembre 2009

District 9


Ciao. Ho visto da poco District 9. Dire che mi ha colpito è poco. Secondo me questo film cambierà la storia del cinema.
Sarò esagerato forse. Ma più ci penso e più elementi di innovazione tiro fuori da questo filmetto "low budget". Si perchè Peter Jackson, abituato a produzioni abnormi non ha speso molto per produrre questo film (30 milioni di dollari). E la sensazione che lascia il film è quella di aver visto un film amatoriale. Un film amatoriale super spettacolare, profondissimo e concreto.
Neill Blomkamp, creatore e regista del film è un giovane guru degli effetti speciali (è quello che ha fatto ballare una Citroen come un Transformer tanto per intenderci). Il film oltre ad essere un manuale di effettistica di personaggi 3D inseriti dentro riprese reali, rivoluziona il concetto di effetto speciale nel senso hollywodiano del termine. Come ho letto giustamente in una recensione, non è il film ad essere in funzione dell'effetto speciale, ma l'effetto speciale ad essere in funzione del film. Si usa solo quando serve e cerca si simulare la realtà (in questo caso gli alieni) e non di spettacolarizzarla.
Discorso effetti speciali a parte. Blomkamp spacca il culo anche nel resto:
Il simbolismo dell'aparthaid sudafricano è l'asse centrale del film (il film è girato a Johannesburg).
La sceneggiatura è fresca e ben articolata. Colpisce molto come viene rappresentato l'alieno, inserito dall'inizio nella storia come un elemento scontato. Non più abile nemico arduo da battere, ma sfruttato e umiliato.
La regia è un mix fra handycam, telecamere a circuito chiuso, riprese documentaristiche, Von Trier, interviste del telegiornale e videogiochi sparatutto.
L'attore protagonista, completamente sconosciuto, domina la scena durante tutti i suoi cambi di personalità.
Il montaggio della prima parte è un capolavoro. Un ritmo viscerale che lascia senza fiato.
District 9, di produzione neozelandese e regia sudafricana, è il film di fantascienza che più si allontana da Hollywood, unico punto di riferimento del genere fino ad ora. Dona un nuovo tipo di anima al genere e getta le basi per una nuovo tipo di cinema.
Un cinema meno aristocratico e meno patinato. Un cinema meno "cinema", stuprato da Youtube e dalla rivoluzione dell'immagine dei nuovi anni '10.
Buona visione!

Du Grappe

mercoledì 2 dicembre 2009

Mi consenta, vorrei importare il comunismo

Non voglio fare di questo blog un mio personale sfogo politico, ma è chiaro che la gravità della situazione impone di farlo, visto che "La repubblica" parla solo di escort e scandali al sole, "Il giornale" sogna un mondo fatato dove i corruttori di tutta Italia possano scorrazzare felici al guinzaglio di B, "Il corriere della Sera" risulta di una apaticità e di una sonnolenza che il Tavor a confronto è un eccitante da usare con cautela.
E' chiaro che con l'incredibile visita in Bielorussia, terra del signor Lukashenko, l'ultimo dittatore rimasto ancora in Europa, Silvio Berlusconi getta finalmente la maschera. Detto in maniera poco volgare, Silvio Berlusconi è un animale che si incula, si scopa e si fa i pompini da solo. Proviamo a capire perchè:
1) Chiaramente Silvio Berlusconi non ha ideali, nè bandiere da salvaguardare. E' un (non)politico atipico in quanto è esattamente il contrario di quello che un politico dovrebbe essere: come se un macellaio improvvisamente cominciasse a incidere vasi di cristallo. Poggiando le basi sul finto socialismo Craxiano (che non era altro che una lega di economisti fanatici), Silvio Berlusconi crea un'italia a sua immagine e somiglianza i cui punti chiave sono "condono giuridico" e "abusivismo economico". Escluse queste due direttive non vi è null'altro. Come spiegare altrimenti da una parte le manovre stataliste di Tremonti e gli appelli liberisti del premier? Oppure anche la politica federalista della lega e il centralismo italiano del pdl?
L'immagine di questa politica alla Padre Ubu è rappresentata proprio dalla visita sopraccitata: Il cacciatore di comunisti, l'uomo che ha fatto del suo odio verso quella fazione politica una questione nazionalpopolare,una sorta di marchio a fuoco di inefficienza e vanità, bussa alle porte dell'ultimo baluardo di VERO comunismo rimasto in europa per chiedere amicizia. Ma allora qual'è la definizione di governo per Silvio Berlusconi?
2) La definizione di Silvio Berlusconi per governo è "consenso popolare". Lukaschenko è legittimato a governare perché ha il consenso popolare. Non importa che abbia distrutto l'assetto economico della bielorussia, che abbia completamente sigillato le frontiere e costretto i suoi cittadini a rimanere rinchiusi all'interno dei confini, che abbia perseguitato gli oppositori, che abbia che abbia fatto uccidere tre americani perché sorvolavano il territorio bielorusso in mongolfiera, che abbia ossessioni iconografiche alla Stalin. Ma dovrebbe essere chiaro il paragone che, implicitamente, Silvio ci offre: "Pure io, Silvio Berlusconi, ho il consenso popolare e proprio come Lukashenko posso fare quello che voglio". Silvio Berlusconi è riuscito a trasformare la più grande conquista del XX secolo (Il suffragio Universale) in un arma di distruzione di massa: quantomeno, diabolicamente geniale!
3) Ora ci sono delle cose che vanno assolutamente puntualizzate, per quanto possano non essere d'accordo alcune delle teste vuote del PD.
In primis, Silvio Berlusconi è l'anomalìa del paese. Prima di decidere se parteggiare per una fazione o per l'altra, bisogna distruggere lo stato di caos generazionale che il premier ha lasciato nella politica. Si può essere d'accordo con il federalismo della lega o meno, si può propendere per uno stato laico o cattolico, liberale o statale, conservatore o riformista, di destra o di sinistra ma non si può essere berlusconiani perchè non è politica.
Consenso popolare non è sempre sintomo di giustizia come democrazia non è sempre sintomo di libertà: La Bielorussia è una democrazia non libera e nonostante il consenso popolare (dubbio tra l'altro) non è giusta. Il paradosso della giustizia negata nonostante il consenso popolare è facilmente risolvibile: avere consenso popolare non è un' investitura totalitaria alla personalità che è a capo del partito. Il consenso del popolo è al manifesto programmatico del partito non alla persona. Silvio Berlusconi confonde (naturalmente per un megalomane come lui) partito e persona. E' una cosa talmente ovvia che non capisco proprio come si faccia a essere presi per il culo in questa maniera così banale. Mi meraviglio degli italiani e sono offeso dal credito che i pdlini hanno dato a queste affermazioni. "E' frase demagogica" mi sentirei rispondere dai fantocci del pdl più affine a Silvio. Eppure la demagogia serve eccome quando si affonda nel fango della confusione totale. Quando le parole sono solo strumenti per attaccare gli altri, svuotate di ogni significato, la demagogia serve per mantenere ben salde alcune certezze inattaccabili.
4) Ribadiamole allora queste certezze:
a) Consenso popolare: ogni partito o gruppo politico deve essere in grado di stilare un manifesto programmatico che dovrà essere seguito nel caso in cui la fazione sia in grado di governare e il popolo dovrà votare in base a quel manifesto. Il consenso popolare è al manifesto (o ai punti programmatici del partito) non alla persona.
b) Partito/Persona: Il partito è un insieme di persone che lavora nell'ìnteresse del paese. Le decisioni devono essere prese in collegialità e non vi è nessuno che possa avere un potere più forte di un altro. La persona deve annegare sè stesso e i propri interessi in un lavoro di squadra e procedere per l'interesse del paese e non per i propri interessi. Non governa Silvio Berlusconi ma il pdl, di cui Silvio Berlusconi è il portavoce e la figura di spicco.
c) Democrazia/libertà: La democrazia non è libertà. Esiste democrazia senza libertà e libertà senza democrazia. Quando wbush esportava democrazia, quella non era libertà evidentemente. A grandi linee la democrazia è il governo del popolo e fin qui non ci sono molte note da rilevare. Il problema fondamentale è invece la rappresentatività della democrazia: il popolo elegge rappresentanti che governano e resta da valutare se i rappresentanti rappresentano realmente il popolo. Quanti elettori del pdl voterebbero il ddl giustizia? Qual'è il vantaggio che porta al 90% di quei elettori il ddl giustizia, il lodo Alfano o la legge sulla privacy? Nessuno.
d) Istituzioni: per ovviare al problema della rappresentatività è chiaro che l'organismo principale di governo deve essere affiancato da organismi di controllo, altrimenti il consenso popolare potrebbe risultare travisato. Le istituzioni di controllo sono parte fondamentale della costituzione e non fazioni politiche. Dire che gli organismi di controllo sono faziosi significa immaginarsi una congiura di proporzioni colossali, perchè all'interno di queste lavorano innumerevoli persone. Come nella famosa barzelletta, l'automobilista che procede in senso opposto a quello di marcia ad un certo punto esclama: perché vanno tutti al contrario?
Scuola, università, giornali, apparati giuridici, sindacati, intellettuali. Non sarebbe più facile chiedersi: ma non è forse, casomai, che sto sbagliando io?
Mi sembrano cose banali, tanto che mi vergogno un pò di averle scritte e mi fanno sorridere. Ma Silvio Berlusconi non è d'accordo. Fate un pò voi...
"Dà lvin bon a vojaltri è com mett na cravatta an porc"
(Ricordate, cari amici, che si dice "scione" e non "cione" ;))

venerdì 20 novembre 2009

Fenomenologia della doppia


Dagli 0 ai 4 ai 9 anni ho vissuto in doppia. Con mia sorella.
Dai 9 ai 19, ho vissuto splendidamente 10 anni della mia vita (10 su 24) in singola.
Avevo il mio spazio, la mia intimità. Avevo internet. Era luogo di apprendimento e di relax.

Finito il liceo debbi andare a Bologna. Il fatto di stare in doppia era scontato. Ma in fondo chissenfrega. La città mi offriva una vita totalmente diversa ed entusasmante rispetto al paesino. Che vuoi che sia dormire con un ex compagno di liceo. Avevo altro a cui pensare. E poi quasi tutti stavano in doppia a Bologna, 3 persone su 4, piu o meno. E sapevo che a Roma e Milano la situazione era uguale se non peggiore. Solo durante l'erasmus capì.

La mia doppia era talmente piccola che se il mio compagno di stanza russava, mi bastava allungare il braccio per scuotergli il letto, che lui, ubbidiente, smetteva. Avevamo un finestrone ai nostri piedi con una tenda. Era il fondo del Pozzo Luce, grande creatura della metropoli. Piu che la luce ciarrivavano i mozziconi di sigaretta e le briciole di pane dei vicini. Brutti bastardi.
Pagavamo 300€ piu spese. Era molto, anche per Bologna.
Il terzo anno di università lo passai a Santiago de Compostela, in Galizia, una delle regioni piu povere della Spagna.
Li di euro ne pagavo 89, piu spese ovviamente. Ed ero in singola. Con finestra che dava sui tetti del centro storico, parquette e spazio a volontà. Conoscendo gente di tutta Europa venni a sapere che la doppia esiste solo in Italia. In Svezia la gente è piu che benestante, si sa. Li si sta in singola. A Parigi molti vivono soli. Vabè sono nazioni ricche. Ma che succede in Spagna e Portogallo? Si sta in singola. L'ho verificato.
Ma allora che cazzo ci facciamo noi italiani in doppia?

C'è un forse un ipercartello dei proprietari d'appartamento?
Certo.

Quindi, te takki al cazz:

· ascoltare/annusare peti
· ascoltare il dolce russare/respiro pesante con raffreddore del compagno
· possibilità di tensioni varie col compagno
· impossibilità di startene da solo se ti girano le palle
· malagestione dell'attività sessuale (di coppia e autonoma)
· impossibilità di avere un luogo di studio al 100% tuo

Kamadò!

Du Grappe

venerdì 13 novembre 2009

BOlo

Bologna è immobile di notte. Camminarci è come navigare in un cimitero, le colonne dei portici sono sepolcri muti, i selciati sembrano liquefarsi in onde di pece gommosa, traslucida. Bologna non ha occhi di notte, eppure ti senti osservato, protagonista della scena ed è come se uno spettro si agitasse dietro di te appena passi. Bologna si adatta al tuo umore, di notte, quando ritorni a casa trascinando la valigia degli eventi.
E' nera con striature dorate quando il peso del bagaglio è grave, le luci dei lampioni si commuovono al tuo passaggio, gettando bagliori di lacrime e una mestizia penosa copre le vie del centro come un lenzuolo funereo.
E' blu come una composizione di Philip Glass quando il bagaglio è leggero, le strade si colorano di un candore soffuso, gli spazi si aprono ed esaltano i rilievi degli archi, delle cornici, dei basamenti.

Bologna è come un giardino di vetro, al mattino, quando il sole non è ancora sorto. I palazzi sembrano coperti da una patina di ghiaccio, eppure il sole che emette austero i primi vagiti scioglierà ben presto l' incantesimo. E' solo un attimo, istante in cui il cielo ancora acerbo è dipinto distrattamente con un pastello. Le strade sono bianche, totalmente bianche, morbide e asciutte. L' aria sonnacchiosa culla i nostri pensieri mentre veleggiamo verso casa, sbandando come papere disorientate.

"Dà lvin bon a vojaltri è com mett na cravatta an porc"

martedì 27 ottobre 2009

pianeta terra chiama Hollywood Italia! pianeta terra chiama Hollywood Italia!

Mi vengono in mente la faccia pulita di Piero Marrazzo, la faccia cool di Lapo Elkann, la faccia conigliesca di Ronaldo, la faccia asfaltata di Silvio. Mi vengono in mente "Mulholland Drive" e "Inland Empire" di Lynch. E mi viene in mente anche quella hit del povero Frankie Hi Energy che cantava "Sono intorno a me, ma non parlano con me/Sono come me, ma si sentono meglio" se penso a quello che avviene oggi in Italia. E' il trionfo di una "party-loggia" che non ha niente a che vedere con la "political-loggia" smascherata da Travaglio-Grillo (seppur le due loggie abbiano molto in comune). Alla party-loggia sono affiliati tutti i personaggi che hanno un grado di rilevanza nel populismo mediatico: non vi sono più poveri e ricchi in questo mondo disgraziato, vi sono VIP e non VIP. La differenza tra le due divisioni sociali è che il VIP non per forza deve essere ricco. Le credenziali devono essere l'aver avuto almeno 5 minuti di gloria televisiva o almeno essersi mostrato in ambienti di rilevanza mediatica. La party-loggia è un mondo parallelo: quelli che la frequentano non hanno la minima idea di cosa succeda fuori. La party-loggia è l'equivalente della borghesia demoniaca di Bunuel, un mondo chiuso autoreferenziale che parla a sè stesso di sè stesso e agli altri di sè stesso. La party-loggia non ha regole etico-morali, può fare qualsiasi cosa perchè la sua religione è la party-loggia e i suoi meccanismi. Il primo problema aggravante di una casta che, in prima istanza sembra bonaria e tenera, è che la party-loggia tenta di spiegare a chi sta fuori quale comportamento bisogna tenere in ogni circostanza e a che cosa deve aspirare in futuro, il secondo problema è che chi sta fuori ascolta come un "credo" le parole dei soci della party-loggia. In questa maniera la party-loggia edifica il suo orgoglio e perdona i suoi peccati attraverso il consenso del popolino mediatico che è disposto a rimettere qualsiasi peccato pur di farsi vomitare gossip. La party-loggia nasce nei primi anni '80 per opera immancabile del Grande Filantropo Silvio Berlusconi. E' la sua più grande creatura dopo lo stretto di Messina. Egli per vent'anni ha costruito mattone su mattone la party-loggia sfruttando come canale principale una delle più grandi armi di distruzione di massa italiane del ventesimo secolo: Mediaset. Ma attenzione! La party-loggia non è nè di destra, nè di sinistra e la politica ha ben poco a che fare con queste faccende per un semplice fatto: è il populismo mediatico a governare l'Italia, una repubblica fondata sulla televisione.

Ecco l'Italietta di cui dobbiamo vergognarci: quella che innalza ad eroi personaggi che vanno a puttane e transessuali, che basano la loro vita sui festini, quella che denigra chi lavora 9 ore al giorno, come mio padre, senza concedergli nulla in cambio.

A presto.
"Dà lvin bon a vojaltri è com mett na cravatta an porc"